venerdì 29 aprile 2011
giovedì 21 aprile 2011
giovedì 14 aprile 2011
lunedì 11 aprile 2011
venerdì 8 aprile 2011
Una visita al museo di Francesco Ciusa
Il Museo Ciusa è ospitato all’interno del vasto complesso architettonico dell’ex Tribunale di Nuoro (eretto di lato alla Cattedrale e prospiciente la piazza San Francesco, inglobata nella più ampia piazza SantaMaria della Neve). L’edificio ospitante, costruito all’indomani dell’unità nazionale, è stato oggetto di un recente sostanziale restauro di risanamento (completato nel 2004) e rappresenta una costante nei ricordi e nell’immaginario della popolazione nuorese. Oggi, sede dell’esposizione permanente delle opere di uno degli artisti più importanti per lo sviluppo culturale della città e dell’Isola.
Francesco Ciusa
Lo si può definire il pioniere della scultura moderna in Sardegna tanto che il mondo intellettuale isolano del Novecento lo definisce e non a torto un mito soprattutto dopo la premiazione, alla Biennale di Venezia del 1907 con la famosa opera “La Madre dell’Ucciso”.
Il nucleo centrale delle opere esposte, che illustrano l’intera ricerca dell’artista dagli esordi nei primi del Novecento fino agli anni Quaranta, è costituito da un importante gruppo di nove sculture tra le quali la prima e l’ultima della sua produzione. I gessi de La madre dell’ucciso, Il nomade, Dolorante anima sarda, Il cainita, Il bacio, L’anfora sarda, La filatrice, Il pane sono stati formati sugli originali pochi mesi dopo la morte dello scultore nel febbraio 1949, su iniziativa del figlio Giovanni, per essere presentati alla Mostra d’Arte Moderna della Sardegna, tenutasi a Venezia all’Opera Bevilaqua La Masa. La nona scultura del gruppo, Il fromboliere, ultimo capolavoro, in cui tornano con forza i temi e le emozioni della sua ricerca, è stata realizzata dall’artista durante un soggiorno a Orgosolo nel 1939-40. A completare il percorso si aggiungono altre importanti opere, come alcuni elementi marmorei del distrutto monumento a Sebastiano Satta, eretto nel 1931 a Nuoro e qui in parte ricostruito, e i suoi innovativi lavori in terracotta e in pasta marmorea, affiancati da disegni e documenti d’archivio.
Francesco Ciusa
Lo si può definire il pioniere della scultura moderna in Sardegna tanto che il mondo intellettuale isolano del Novecento lo definisce e non a torto un mito soprattutto dopo la premiazione, alla Biennale di Venezia del 1907 con la famosa opera “La Madre dell’Ucciso”.
Il nucleo centrale delle opere esposte, che illustrano l’intera ricerca dell’artista dagli esordi nei primi del Novecento fino agli anni Quaranta, è costituito da un importante gruppo di nove sculture tra le quali la prima e l’ultima della sua produzione. I gessi de La madre dell’ucciso, Il nomade, Dolorante anima sarda, Il cainita, Il bacio, L’anfora sarda, La filatrice, Il pane sono stati formati sugli originali pochi mesi dopo la morte dello scultore nel febbraio 1949, su iniziativa del figlio Giovanni, per essere presentati alla Mostra d’Arte Moderna della Sardegna, tenutasi a Venezia all’Opera Bevilaqua La Masa. La nona scultura del gruppo, Il fromboliere, ultimo capolavoro, in cui tornano con forza i temi e le emozioni della sua ricerca, è stata realizzata dall’artista durante un soggiorno a Orgosolo nel 1939-40. A completare il percorso si aggiungono altre importanti opere, come alcuni elementi marmorei del distrutto monumento a Sebastiano Satta, eretto nel 1931 a Nuoro e qui in parte ricostruito, e i suoi innovativi lavori in terracotta e in pasta marmorea, affiancati da disegni e documenti d’archivio.
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Francesco Ciusa (nato a Nuoro 1883) |
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La madre dell'ucciso |
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dolorante anima sarda |
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il cainita |
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il bacio |
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l'anfora sarda |
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la filatrice |
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il pane |
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il fromboliere |
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monumento a Sebastiano Satta |
sabato 2 aprile 2011
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